BUON COMPLEANNO CLIO!

15 febbraio 2016 – 15 febbraio 2017

Un anno è passato e CLIO ne ha fatta di strada!

Vogliamo ricordare, insieme a voi, gli eventi più importanti del 2016:

RASSEGNE LETTERARIE

Abbiamo organizzato “Le pagine di Clio” alla Bottega del Libro ospitando autrici del calibro di Sara Rattaro (nella foto con Loredana Limone), Emanuela Ersilia Abbaddessa, Alice Basso e autori bravissimi come Andrea Vitali e Giuseppe Lupo.

Per “Clio Social Book” (libri il cui ricavato sostiene progetti sociali) abbiamo incontrato Alexandra Gatti e Valeria Benatti (nella foto) e sostenuto i progetti della Tearpia Intensiva Neonatale di Monza e della Onlus Cerchi d’Acqua, contro la violenza sulle donne.

BOOKFESTIVALBAR

La formula che fa incontrare scrittori e lettori nei bar cittadini ha avuto un grande successo e l’abbiamo replicata ad Aversa (Ce) e a Milano all’interno di Book

city 2016.  Siamo state le prime a mappare il patrimonio culturale umano cernuschese mettendo in rete anche esercizi commerciali, sponsor, istituzioni, studenti cernuschesi. Siamo pronte a replicare l’esperienza il 7-8-9 aprile 2017

SCRITTORI IN CLASSE

Abbiamo proposto incontri per le scuole superiori (nella foto Roberto Ritondale incontra gli indirizzi liceali dell’Itsos Marie Curie) e per le primarie e abbiamo continue richieste dai docenti del territorio e non solo.

FLASH MOB

Abbiamo ballato contro la violenza per il One Billion Rising 2016 e ci apprestiamo a farlo anche i 14 febbraio 2017 (chi vuole partecipare alle prove può scrivere una mail per conoscere date e luoghi a clioassociazione@gmail.com)

TV

Due nostre socie, Paola Malcangio e Monia Farina (nella foto) sono state protagoniste della trasmissione di La Effe “Lettori, i libri di una vita”.

BOOKCROSSING

Abbiamo liberato migliaia di libri a Cernusco ma anche in giro per l’Italia e per il mondo e abbiamo aperto 30 zone ufficiali di scambio.

CONCORSO

Abbiamo lanciato un premio nazionale di narrativa “Donna ieri, donna oggi, donna musa” che sichiuderà il 30 giugno 2017 (abbiamo posticipato la scadenza per motivi organizzativi). In palio c’è la pubblicazione del romanzo con Fefè Editore (Roma).

FESTA DI COMPLEANNO

Per festeggiare il nostro strepitoso anno e presentarvi le attività del 2017, SABATO 14 gennaio faremo una piccola festa e inizieremo la campagna tesseramenti per il nuovo anno.
Sarà una giornata densa di iniziative
Programma:
h.16.00 presso la Biblioteca di Cernusco sul Naviglio parteciperemo alla “Caccia allo stoccafisso” iniziativa organizzata dalla socia Monia Farina (autrice dellibro “Che fine ha fatto lo stoccafisso?”)con la partecipazione della socia Carmen Lo Presti (ingresso libero)
h. 18.00 presso il caffè Sefeba’s di piazza Unità d’Italia, apriremo il tavolo dei tesseramenti, tutti gli interessati potranno venire a conoscere il nostro programma 2017 e acquistare la tessera (10 euro).
Dalle 18.30 alle 20.00 aperitivo per festeggiare il primo anno di vita dell’Associazione CLIO, (sempre al Sefeba’s costo 4,50 euro) .


Per l’aperitivo è obbligatoria la prenotazione via mail all’indirizzo clioassociazione@gmail.com entro le ore 12 del 13 gennaio.

Con “Sette settimane” parte la rassegna letteraria CLIOSOCIALBOOK

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Settembre è un mese di grande fermento per CLIO. Dopo il successo del BookFestivalBar di Aversa organizzato da Loredana Limone e dal blog Legenda Letteraria, parte la rassegna CLIOSOCIALBOOK, presentazioni di libri il cui ricavato sostiene un progetto sociale.

La rassegna, che ha il patrocinio del Comune di Cernusco sul Nnaviglio,  si aprirà sabato 10 settembre alle ore 17.30, a Cernusco sul Naviglio, alla Bottega del Libro di via Bourdillon 11.

Il primo libro che verrà presentato è “Sette Settimane” , la storia di un bambino straordinario, raccontata dalla sua mamma, Alexandra Gatti, che ha diviso con lui ogni momento della Terapia Intensiva Neonatale e che ha voluto restituire ai lettori tutto l’amore che Emmanuèl ha saputo insegnarle in sole sette settimane. I ricavati del libro verranno destinati alla Onlus Intensivamente Insieme per la creazione di family room nella Terapia Intensiva Neonatale (TIN) di Monza.

Di seguito, l’intervista che Paola Malcangio, presidente di CLIO e curatrice del blog QUISILEGGE (QSL), ha realizzato con Alexandra Gatti.

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QSL -Alexandra, “Sette Settimane” è la storia di Emmanuèl, il tuo bimbo nato prematuro tra la 28esima e la 29esima settimana. Un libro intenso, commovente, pieno di amore. Quando hai deciso di scriverlo?

ALEXANDRA – Circa un anno dopo la nostra avventura. Temevo che il tempo potesse affievolire il ricordo, quindi ho cominciato a mettere il tutto per iscritto. Avevo inoltre bisogno di fare un po’ di chiarezza nella mente e nel cuore e la scrittura è molto utile a riguardo. Ho cominciato a scrivere quindi principalmente per me e mio marito. In secondo luogo ho pensato fosse un utile strumento per spiegare cosa ci è accaduto ad amici e parenti, un  modo per presentare loro Emmanuèl. Raccontare a voce può non essere semplice, forse più per chi ascolta che per chi racconta. La scrittura permette invece di modulare i tempi e “le dosi” a seconda della propria sensibilità. Permette inoltre di non tralasciare particolari.

Nonostante inizialmente lo ritenessi un obiettivo troppo pretenzioso, speravo che la nostra esperienza potesse in qualche modo essere utile ad altri. Ho fatto quindi leggere una prima stesura ad alcune amiche, tra cui due psicologhe, le quali mi hanno spinto a pubblicarlo, ritenendo che effettivamente potesse essere un utile strumento per coloro che hanno vissuto esperienze di dolore analoghe e non. Una di loro infatti mi ha messa in contatto con un editore.

Infine il testo si è inserito all’interno delle azioni di promozione dell’Associazione Intensivamente Insieme che proprio in quel periodo stava muovendo i suoi primi passi.

QSL – Definisci Emmanuèl un bambino straordinario che lasciato un “vuoto” ma ha donato un “pieno” Cosa ti ha insegnato?

ALEXANDRA – Il fulcro del libro è forse proprio questo: esprimere tutto ciò che lui mi ha insegnato… ed è davvero tanta roba! Lui mi ha cambiata profondamente e mi ha insegnato probabilmente più di quanto io avrei potuto insegnare a lui!

Seppur breve il suo passaggio ha un senso!

Ritengo che siamo al mondo per imparare, per evolverci e per amare.

Imparare nel senso di sperimentare, capire; evolverci nel senso di diventare migliori (a fronte della sperimentazione e comprensione) e Amare come fine ultimo di tutto. Emmanuèl mi ha fatto capire tante cose, mi ha trasformata nel profondo e soprattutto mi ha fatto conoscere l’AMORE vero, un amore che non possiede né è posseduto, un amore fuori dal tempo e dallo spazio. Come scrive Mitch Albom “la vita deve avere un termine, l’amore no”

QSL – Avete battezzato Emmanuèl. Quanto ti ha aiutato la fede?

ALEXANDRA – A dire il vero non sono una persona religiosa, spirituale sì, religiosa no. Non è una questione di fede è una questione di consapevolezza che “c’è dell’altro”, diciamo così. Il battesimo non lo intendo come “un lavaggio dal peccato originale”  o uno strumento per entrare nella “comunità cristiano-cattolica”. Il battesimo lo ritengo come una celebrazione, un riconoscimento della vita e della sua sacralità. Due, a mio avviso, sono gli aspetti fondamentali del rito: l’aspersione con l’acqua benedetta, simbolo fin dai tempi più antichi di vita e rinascita, e l’imposizione del nome,  come dichiarazione dell’individualità. Il battesimo fatto d’urgenza in TIN (Terapia Intensiva Neonatale) da questo punto di vista è stato perfetto perché ha compreso proprio solo questi due elementi, solo l’essenziale, solo ciò che è importante.

QSL – Tu e tuo marito avete deciso di non permettere al dolore di distruggervi. Cosa vi sentite di dire alle coppie che hanno vissuto la vostra stessa esperienza?

ALEXANDRA – Abbiamo deciso di non farci distruggere, di non lasciarci andare alla deriva perché questo non avrebbe fatto onore a noi e soprattutto non avrebbe fatto onore ad Emmanuèl.

Non potevamo permettercelo.

Io mi sono limitata a raccontare il mio vissuto, non mi sento di dire che il nostro comportamento sia ciò che è giusto fare in quanto ognuno di noi ha le proprie esperienze e i propri strumenti a disposizione. Solitamente quando qualcuno da un consiglio esprime ciò che vorrebbe sentirsi dire più che ciò che l’altro ha bisogno di sentire, c’è molto di sé e poco dell’altro nel dare pareri. A me dicevano (e dicono ancora) “non piangere”… ma come non piangere?? Certo che piango, è giusto che io pianga!

È un dolore che non passa, ma che si deve “masticare”, prima di poterlo “digerire”, bisogna farci i conti (e a volte scontri), prima di potervi fare pace.

QSL – Hai deciso di donare i ricavi del libro all’Associazione Intensivamente Insieme che lavora nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale di Monza. Ci parli del progetto che vuoi sostenere?

ALEXANDRA – Il tutto è nato con un progetto molto ambizioso che a breve vedrà concretizzazione: creare le prime single family room di terapia intensiva in Italia. Cogliendo l’occasione della completa ristrutturazione dell’ospedale si è progettato il nuovo reparto in modo completamente innovativo: da open space a camere singole dove genitore e bambino possono stare insieme durante tutta la degenza (che spesso dura parecchi mesi).

L’obiettivo è creare un ambiente il più adatto possibile al bambino e al nucleo famigliare (in realtà il paziente non è solo il bambino ma anche i genitori).

Allo stato attuale la TIN di Monza è già aperta 24 ore su 24 ai genitori dei piccoli pazienti che però hanno a disposizione solo una sedia (o una sdraietta per la marsupioterapia); risulta quindi concretamente difficile poter effettivamente rimanere accanto al bambino tutto il tempo. L’open space ha inoltre diversi aspetti negativi, nonostante tutte le attenzioni adottate dagli operatori per garantire il massimo benessere del bambino. L’illuminazione è artificiale, ci sono rumori assordanti che suonano in continuazione (allarmi, monitor…), non c’è privacy e gli spazi comuni aumentano il rischio di diffusione delle infezioni.

L’aspetto lodevole è che questa rivoluzione è stata fortemente voluta da medici e operatori che, consci del benefici (anche in termini clinici) che il bambino riceve grazie alla vicinanza continua ai genitori, sono disposti a complicare notevolmente il proprio lavoro (la gestione delle camere singole richiede infatti uno sforzo considerevole da parte loro).

Il progetto è stato chiamato “Intensivamente Insieme”, proprio per sottolineare l’importanza della collaborazione tra famiglie e medici e infermieri.

Da lì poi, sempre grazie all’impegno di medici e infermieri, con il coinvolgimento dei genitori che hanno vissuto la TIN, è stata data vita alla ONLUS, che mira a realizzare sempre più progetti a sostegno delle famiglie che vivono o hanno vissuto la TIN.

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ALEXANDRA GATTI si definisce: urbanista per vivere, ballerina e insegnante per essere, scrittrice per comprendere. Urbanista di mestiere, si occupa di pianificazione territoriale in uno studio di architettura  e ingegneria del varesotto. Come seconda professione, anche se lo definisce più un piacere che un lavoro, tiene corsi di danza. Ormai più di dieci anni fa ha intrapreso “per caso” lo studio della danza orientale e le si è letteralmente aperto un mondo! Accanto allo studio della tecnica ha approfondito i temi relativi ai culti arcaici e alle origini della danza. E’ inoltre operatrice di danza in grembo (danza del ventre in gravidanza). Le esperienze vissute l’hanno spinta a dedicarsi prevalentemente a donne, anche non più giovanissime, bisognose di ri-acquisire consapevolezza. Ha così creato dei corsi/percorsi di risveglio del femminile e di danze arcaiche. Scrive molto: appunti e considerazioni l’aiutano a fare mente locale e a comprendersi meglio.

Alexandra Gatti presenterà il suo libro “Sette Settimane” sabato 10 settembre, alle ore 17.30, a Cernusco sul Naviglio (Mi) presso La Bottega del Libro di via Bourdillon 11.