Più di 80 donne contro la violenza. Cernusco si ferma per 10 minuti

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Più di 80 donne di tutte le età hanno ballato sulla musica di “Break the chain” per dire no alla violenza su donne e bambine. E’ successo sabato 13 febbraio, in piazza Gavazzi, e Cernusco si è fermata per un attimo davanti all’energia sprigionata dalle partecipanti al primo One Billion Rising cittadino organizzato dall’Associazione C.L.I.O – Cultura, Libri, Idee, Opportunità.

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La presidente di CLIO, Paola Malcangio, ha spiegato che questa iniziativa è nata 4 anni fa per volontà della commediografa americana Eve Ensler che ha immaginato la ribellione delle donne vittime di violenza. La rivoluzione di un miliardo di donne, perché tante sono le donne (una su tre) che nella vita hanno conosciuto o conosceranno la violenza. Un Miliardo (One Billion) che danza con quel corpo che così spesso viene violato. Miranda Ragazzoni di Udi Donne di Oggi Cernusco e Martesana ha ricordato che il tema di quest’anno è la violenza subita dalle rifugiate nei viaggi della speranza verso paesi liberi dalla guerra. Roberta Quintavalle, socia di CLIO e vittima di violenza psicologica, ha lanciato il suo messaggio alle donne presenti: “la violenza non è la normalità, portate il problema fuori dalla coppia, rompete il silenzio, rompete la catena”.

Il Sindaco di Cernusco Eugenio Comincini ha ricordato i cardini della convenzione di Istanbul contro la violenza: punizione dell’aggressore, protezione della vittima e prevenzione.

L’ottimo risultato dell’iniziativa è dovuto al grande lavoro di rete fatto con numerose realtà del territorio.

ASD Ginnastica Cernuschese: Claudia Mandelli e Selene Luongo hanno semplificato la coreografia ufficiale mantenendone i passi significativi. Selene ha perfettamente guidato il gruppo delle allieve del mattino sabato in piazza.

Gruppo UDI ‘Donnedioggi’- Cernusco e Martesana. Un grande lavoro di promozione e sensibilizzazione è stato realizzato da Ernestina Galimberti  e dalle associate che sono venute alle prove e hanno ballato in piazza con noi.

Comitato Genitori Secondo Circolo. Una motivatissima presidente, Stefania Luciani, ha coinvolto bimbe, mamme e nonne nelle prove ospitate dalla scuola primaria di Don Milani. Tutte hanno fatto un figurone in piazza!

Associazione In Martesana.  Stefano Barlassina ha promosso e condiviso, prima di tutti,  l’evento sui social media.

Enjoy Sport. Questa eccellenza cernuschese ci è stata a fianco da subito mettendoci a disposizione i locali per le prove e coinvolgendo le donne del corso di difesa personale. Un grazie speciale a Matteo Gerli e Corrado Della Torre per la sensibilità che sempre dimostrano nei confronti di queste iniziative.

Associazione L.A. Danza – Ha tenuto affissa la locandina dell’evento a scuola e ci ha “prestato” due bravissime ballerine: Silvia Brambilla e Alice Bacchetti.

Puzzle Circo Danza Teatro. Silvia Vetralla ci ha messo a disposizione una bellissima sala e una meravigliosa ballerina, Sonia Cavalliere, che ha trasmesso carica ed energia alle ballerine e a tutta la piazza.

Associazione Amami Aiutami Proteggimi di Pioltello. Con il suo presidente, Giuseppe Viganò, ha voluto partecipare perché si occupa di bambini e donne maltrattate.

Un grazie di cuore anche all’Associazione Amici del Tempo Libero, pronti a ospitarci in Filanda in caso di pioggia; a Maria Bambina di Tutto per la sarta che ci ha regalato i nastri, simbolo della catena spezzata; a Elena Bollini che con grande generosità ci ha permesso di collegare il service all’impianto elettrico del suo negozio, lo Sporting;  a Mario Oriani che ci ha prestato il suo balcone dal quale Silvano Volpi ha fatto un video bellissimo; a Giuseppe Sebastiani, musicista, che per noi ha fatto l’ingegnere del suono; alla piccola grande Elisa Sebastiani che ha girato un video così bello da finire a Studio Aperto (insieme a quello di Silvano).

Infine a tutte le socie di CLIO che hanno dimostrato di essere una macchina da guerra 🙂

Appuntamento all’anno prossimo!

 

 

 

Io, vittima di violenza psicologica, vi racconto come sono uscita dall’incubo

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Roberta è avvocato, ama la lettura è buddista e interessata a tutto ciò che è il mondo olistico, il potere del subconscio, il mondo dell’energia. Pratica yoga, meditazione e shiatsu. Ha un cane di 6 anni (Joe Black) che adora.
E’ una donna realizzata, sicura di sé, bella, solare, un sorriso che incanta e due occhi luminosi. Fai fatica a credere che sia stata vittima di uno stalker.

Roberta ha deciso di raccontare la sua storia sperando possa essere utile alle donne che stanno vivendo un’esperienza come la sua.
CLIO – Roberta, sei stata vittima di violenza psicologica. Quando è iniziato tutto?
ROBERTA – Ero sola da un po’ e questo è un dettaglio importante perché la solitudine ci fa abbassare il livello di guardia. Era estate. Lui mi fu presentato da amici e questo abbassò ulteriormente le mie difese: mi fidavo di loro. Veniva da una storia molto lunga di cui io, però, non ho mai voluto sapere troppo: non si arriva a quarant’anni senza passato.
CLIO – Quando hai capito che qualcosa in lui non andava?
ROBERTA – Fortunatamente il suo rivelarsi per quello che era è stato molto veloce. Ha iniziato quasi subito.
CLIO – Come?
ROBERTA – Io faccio un lavoro impegnativo, spesso senza orari. Ho moltissimi interessi, impegni. All’inizio sembrava che questo non lo preoccupasse ma poi ha iniziato a manifestare la sua rabbia. Tornavo dall’ufficio tardi, lui era molto agitato. Mi tempestava di messaggi, mi telefonava con qualsiasi scusa, voleva che tornassi a casa. Manifestava un’insicurezza di fondo, la necessità di essere lui al centro dell’attenzione. “Devi tornare a casa, tu per me ci devi essere”, questo era il messaggio non esplicito che mi lanciava. Si arrabbiava pesantemente con me, era sempre nervoso, fumava tantissimo e continuamente. Arrivava a casa alterato dall’alcool ma io all’epoca non avevo capito subito che ne facesse uso. Urlava, mi insultava, ce l’aveva con me. Mi vedeva come la causa dei suoi problemi. A un certo punto ha cambiato strategia e si è trasformato da aggressore in vittima: stava male se non c’ero. Non potevo allontanarmi perché si sentiva male fisicamente. Io pensavo stesse male davvero, più di una volta ho cercato di portarlo al pronto soccorso ma, ovviamente, non ci ha mai voluto andare.
CLIO- Quanto è andata avanti così?
ROBERTA – Cinque mesi dopo è rientrato alle due di notte, completamente ubriaco, non si reggeva in piedi. Ha urlato e inveito contro di me fino alle 5 del mattino, vomitando ovunque. Sicuramente l’avranno sentito anche i vicini. Mi sono fatta forza approfittando della sua debolezza fisica di quel momento e l’ho buttato fuori di casa. Avevo paura per me e per Joe. Gli ho dato una settimana di tempo per portar via le sue cose. Mi sono chiusa in casa. Avevo paura. Lui ha continuato a tempestarmi di telefonate e messaggi. All’inizio, per cercare di recuperarmi, mi diceva che dovevo aiutarlo a capire, a non fare gli stessi errori. Una trappola che in un primo momento ha funzionato perché cercavo di farlo parlare, pensavo lo aiutasse, non me la sentivo di abbandonarlo completamente, mi sentivo in colpa.
CLIO – Tu, invece, come hai vissuto questo periodo?
ROBERTA – Io ero annientata, non respiravo (la mancanza del respiro è stata la prima manifestazione fisica del disagio). Rifiutavo l’aria perché l’esterno non mi piaceva più e io non mi ci volevo riempire il corpo. Il corpo spesso arriva prima della mente a capire il problema ma io non lo sapevo ascoltare. Mi sentivo precaria, persino a casa mia. Ero spesso in ospedale per accertamenti, nessuno capiva cosa avessi. Poi un cardiologo del San Raffaele, al pronto soccorso, dopo avermi fatto fare una serie di esami, è riuscito a farmi parlare. Ha capito tutto e mi ha consigliato un percorso per ricostruire la mia autostima.
La voglia di prendermi cura di me e di non accettare di vivere la mia vita in quel modo, mi ha dato la forza di dire basta e non rispondere più bloccando il contatto ma lui ha continuato pressante per un altro anno. Ha smesso quando mi sono riappropriata di me, quando mi sono sentita di nuovo una donna libera e ho ripreso a respirare, sicura e decisa a vivere la vita senza la paura di trovare persone come lui.
CLIO – Hai sempre tenuto tutto dentro?
ROBERTA – Si, perché pensavo che la situazione si sarebbe messa a posto da sola ma dopo un po’ il disagio diventa “normalità”. Ero distrutta, il mio tempo era focalizzato su di lui pensando, inconsapevolmente, di vivere una relazione come tante. Con gli amici non uscivo più, non facevo più i miei corsi, non coltivavo i miei interessi; quando sapevo che era nei pressi di casa mia mi scapicollavo a casa mollando tutto. Ero sfuggente, triste e affannata. Avevo paura, mi colpevolizzavo. All’inizio queste situazioni malate non ci allarmano perché, piano piano, ci convinciamo che forse è normale e pensiamo che, col tempo, le cose possano cambiare: ci conosceremo meglio e ci adatteremo. Sbagliato! Mi ero dimenticata di me. La svolta per me è stata parlarne con un’amica, far uscire il problema dalla coppia. Quando le ho raccontato quello che mi succedeva, lei ha usato le parole “violenza psicologica”. Per la prima volta sono riuscita a dare un nome a quello che stavo vivendo.
CLIO – E come hai reagito?
ROBERTA – E’ difficile lottare contro un meccanismo perverso e automatico che ti rosicchia dentro, prende spazio e non te ne accorgi perché pensi di essere una persona forte e strutturata. Io ho fatto un percorso di psicoterapia di gruppo che mi è servito tantissimo. Mi sono rivolta a una counselor che vedo ancora oggi, ogni tanto. Ho lavorato tanto su me stessa per imparare ad ascoltarmi. Ho capito che il primo segnale di disagio che il mio corpo mi manda è la mancanza di fiato. Quando non riesco a respirare, però, adesso mi fermo e mi ascolto. Ho imparato a leggere i miei segnali e a condividerli. Ho capito che è importante chiedere aiuto e anche manifestare un bisogno, un desiderio. Non dobbiamo avere paura di ciò che siamo e di chiedere ciò di cui abbiamo bisogno. Grazie a questo percorso ho imparato ad accettarmi per quella che sono. Ho trovato un equilibrio quando ho iniziato anche a ridere di me e ad accettare le mie debolezze. Mi sono sentita più forte, ho instaurato con me stessa un rapporto di sincerità. Prima indossavo una maschera con tutti. Ero convinta, sin da giovane, che un uomo lo dovessi far divertire, dargli leggerezza non appesantirlo con problemi. Oggi ho capito che la relazione non è soddisfare il proprio compagno, ho capito che il rispetto è alla base di un rapporto.
CLIO – Cosa ti senti di consigliare a chi si trova in una situazione come la tua?
ROBERTA – Prima di tutto di riconoscerla. Come dicevo prima spesso siamo convinte di vivere una situazione “normale”, siamo convinte di meritarcela, anche se dentro sappiamo bene che non è così. Bisogna poi imparare ad ascoltare il nostro corpo, chiedere aiuto, parlarne con qualcuno. Non tenere tutto all’interno della coppia. Se il nostro compagno ha un problema deve affrontarlo con le persone giuste. Non siamo noi le psicoterapeute dei nostri uomini. Non stiamo con loro per risolvere i loro problemi. Non è quella la nostra “missione”. Dobbiamo avere il coraggio di dire “hai un problema ma non sono io che posso aiutarti”. E, soprattutto, non dobbiamo avere paura di rimanere da sole. Il buono arriva quando siamo sufficienti a noi stesse. Il rapporto non deve colmare un vuoto, deve essere un arricchimento, portare un valore aggiunto. Ma tutto questo l’ho capito solo dopo. Auguro a tutte di non smettere di avere dei sogni e di trovare una persona che ne abbia di propri ma che insieme a noi voglia condividerli, realizzarli e aiutarci a realizzare i nostri.

 

Roberta ballerà al flash mob One Billion Rising di Cernusco sul Naviglio, sabato 13 febbraio, ore 11, piazza Gavazzi,

Balliamo per tutte le donne violate

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Insieme a 200 nazioni nel mondo, in più di 90 città e paesi in Italia il 14 febbraio 2016  si ballerà di nuovo per dire basta alla violenza contro le donne e le bambine.

Il flash mob di One Billion Rising a Cernusco è organizzato dall’associazione C.L.I.O – Cultura, Libri, Idee e Opportunità, e si terrà sabato 13 febbraio alle ore 11, in piazza Gavazzi. Grazie all’associazione Amici del Tempo Libero, in caso di pioggia, l’evento si terrà in Filanda.

All’evento hanno collaborato l’ASG Ginnastica Cernuschese, Enjoy Sport, Comitato Genitori II Circolo, Udi Donne di Oggi Cernusco e Martesana, l’associazione In Martesana, Associazione L.A. DANZA, l’associazione Puzzle-Circo Danza e Teatro. Si ringrazia Tutto per la Sarta per la fonitura dei nastri che le ballerine porteranno al polso.

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Torna per il quarto anno consecutivo ONE BILLION RISING la campagna ideata da Eve Ensler che spinge oltre un miliardo di persone a danzare e manifestare la volontà di cambiamento, scegliendo l’arte, la musica e la poesia come segno di sfida e di celebrazione.
ONE BILLION RISING REVOLUTION è un movimento globale, una rivoluzione che comincia dal corpo; è spontaneità e rumore, energia, ritmo di tamburi,  per trasformare il dolore in potere, per affermare che ogni donna ha il diritto di vivere e decidere del proprio corpo e del proprio destino.

Iniziata nel 2013 e diventata da subito la più grande manifestazione di massa della storia dell’umanità, ONE BILLION RISING rinnova alle donne e agli uomini di tutto il mondo l’appuntamento per il 14 febbraio 2016, il giorno di San Valentino: non fiori e cioccolatini, quindi, ma ancora una volta la testimonianza dell’impegno e della volontà profonda di fermare con ogni mezzo culturale, legale e civile la violenza sulle donne e sulle bambine.

ONE BILLION RISING nasce da un’idea della scrittrice statunitense Eve Ensler, fondatrice del movimento V-Day e autrice de I monologhi della vagina, partendo dalla sconvolgente statistica delle Nazioni Unite che stimano che 1 donna su 3 sul pianeta sarà picchiata o stuprata nel corso della vita.
Questo significa un miliardo di donne e bambine.
Dopo l’exploit del 2013, nel 2014 e nel 2015 ONE BILLION RISING ha continuato la sua battaglia con un’adesione crescente a livello globale, aprendo un nuovo dibattito sui diritti, il razzismo, le disuguaglianze economiche e le guerre dichiarate sui corpi delle donne in tutto il mondo.

Il 14 febbraio 2016 sarà il giorno del quarto appuntamento con ONE BILLION RISING e il tema della Rivoluzione, già protagonista nel 2015, continua anche quest’anno. In Italia l’attenzione si concentrerà sulle donne che vivono una condizione di paura ed emarginazione come le donne migranti, che costrette ad abbandonare il loro paese per sfuggire a guerre e condizioni di vita inaccettabili, subiscono violenza fisica e psicologica durante i loro lunghi e dolorosi spostamenti.

Ricco e ampio è l’elenco degli eventi che animeranno questa giornata di festa e di impegno in tutto il territorio nazionale. Cortei, concerti, flash mob, danze, spettacoli, proiezioni e canti si susseguiranno in tutte le regioni italiane, da Trieste a Palermo, da Trento a Sassari da Galatina a Rimini, idealmente unite in un corpo unico, in un’unica voce potente ma gentile, che il 14 febbraio prenderà vita tra le strade del mondo intero.

ONE BILLION RISING Italia vede l’adesione e la partecipazione di Differenza Donna, D.I.RE, Emergency, CGIL, Terre des hommes, ArciLesbica e molte altre associazioni e scuole.

 

Spezza la catena! Il testo della colonna sonora di One Billion Rising

Il One Billion Rising è la più grande azione di massa per porre fine alla violenza contro le donne. La campagna, lanciata da Eva Ensler (drammaturga, giornalista e poetessa americana) il giorno di San Valentino 2012, è iniziata come un invito all’azione sulla base di una statistica impressionante: 1 donna su 3, nel corso della sua vita, subisce violenza. Con una popolazione mondiale di 7 miliardi, questo vuol dire che più di un miliardo di donne e ragazze conoscono o conosceranno la violenza.
Dal 2012, quindi, il 14 febbraio (o nei giorni prossimi a questa data), le persone in tutto il mondo si riuniscono per esprimere la loro indignazione ballando, ribellandosi e chiedendo la fine della violenza sulle donne.
Il One Billion Rising è un flash mob che vede le persone ballare sulla colonna sonora “Break the chain” di cui riportiamo la traduzione e il testo originale.
SPEZZA LA CATENA
Parole di Tena Clark
Musica di Tena Clark/Tim Heintz

Sollevo le braccia al cielo
Prego in ginocchio
Non ho più paura
Io attraverserò quella soglia
Cammina, danza, sollevati
Cammina, danza, sollevati

Posso vedere un mondo dove tutte viviamo
sicure e libere da ogni oppressione
Non più stupro, o incesto, o abuso
Le donne non sono proprietà
Tu non mi hai mai posseduta, neppure sai chi sono
Io non sono invisibile, sono semplicemente meravigliosa
Sento il mio cuore prendere la corsa per la prima volta
Mi sento viva, mi sento straordinaria

Danzo perchè amo
Danzo perché sogno
Danzo perchè non ne posso più
Danzo per arrestare le grida
Danzo per rompere le regole
Danzo per fermare il dolore
Danzo per rovesciare tutto sottosopra
E’ ora di spezzare la catena, oh sì
Spezzare la catena

Danza, sollevati
Danza, sollevati

Nel mezzo di questa follia, noi ci ergeremo
Io so che c’è un mondo migliore
Prendi per mano le tue sorelle e i tuoi fratelli
Cerca di raggiungere ogni donna e ogni bambina
Questo è il mio corpo, il mio corpo è sacro
Basta scuse, basta abusi
Noi siamo madri, noi siamo maestre,
Noi siamo bellissime, bellissime creature

Danzo perché amo
Danzo perché sogno
Danzo perché non ne posso più
Danzo per arrestare le grida
Danzo per rompere le regole
Danzo per fermare il dolore
Danzo per rovesciare tutto sottosopra
E’ ora di spezzare la catena, oh sì
Spezzare la catena

Danza, sollevati
Danza, sollevati

Sorella, non mi aiuterai? Sorella, non ti solleverai? (x4)
Danza, sollevati
Danza, sollevati
Questo è il mio corpo, il mio corpo è sacro
Basta scuse, basta abusi
Noi siamo madri, noi siamo maestre,
Noi siamo bellissime, bellissime creature

Danzo perché amo
Danzo perché sogno
Danzo perché non ne posso più
Danzo per arrestare le grida
Danzo per rompere le regole
Danzo per fermare il dolore
Danzo per rovesciare tutto sottosopra

E’ ora di spezzare la catena, oh sì
Spezzare la catena
Spezzare la catena
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BREAK THE CHAIN
Lyrics by Tena Clark
Music by Tena Clark/Tim Heintz

I raise my arms to the sky
On my knees I pray
I’m not afraid anymore
I will walk through that door
Walk, dance, rise
Walk, dance, rise
I can see a world where we all live
Safe and free from all oppression
No more rape or incest, or abuse
Women are not a possession
You’ve never owned me, don’t even know me I’m not invisible, I’m simply wonderful I feel my heart for the first time racing I feel alive, I feel so amazing
I dance cause I love
Dance cause I dream
Dance cause I’ve had enough
Dance to stop the screams
Dance to break the rules
Dance to stop the pain
Dance to turn it upside down
Its time to break the chain, oh yeah
Break the Chain
Dance, rise
Dance, rise
In the middle of this madness, we will stand I know there is a better world Take your sisters & your brothers by the hand Reach out to every woman & girl
This is my body, my body’s holy
No more excuses, no more abuses
We are mothers, we are teachers,
We are beautiful, beautiful creatures
I dance cause I love
Dance cause I dream
Dance cause I’ve had enough
Dance to stop the screams
Dance to break the rules
Dance to stop the pain
Dance to turn it upside down
It’s time to break the chain, oh yeah
Break the Chain, oh yeah
Break the Chain
Dance Break Inst.
Dance, rise
Dance, rise
Sister won’t you help me, sister won’t you rise x4
Dance, rise
Dance, rise
Sister won’t you help me, sister won’t you rise x4
This is my body, my body’s holy
No more excuses, no more abuses
We are mothers, we are teachers,
We are beautiful, beautiful creatures
I dance cause I love
Dance cause I dream
Dance cause I’ve had enough
Dance to stop the screams
Dance to break the rules
Dance to stop the pain
Dance to turn it upside down
Its time to break the chain, oh yeah
Break the Chain, oh yeah
Break the Chain
(Repeat chorus)

 

One Billion Rising – Facciamo le prove!

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Sabato 13 febbraio, alle 11, in piazza Gavazzi, balliamo insieme contro la violenza sulle donne.

Balleremo sulla colonna sonora dell’evento “Break the chain”  e su una coreografia molto semplice studiata dall’ASD Ginnastica Cernuschese che è possibile imparare o tramite un video (disponibile per chi fosse interessato) o partecipando alle prove che stiamo organizzando.

Queste le date e i luoghi cernuschesi disponibili per le prove:
venerdì 29 gennaio e venerdì 5 febbraio ore 17.00 – Saloncino Scuola Primaria Don Milani (solo per genitori delle bambine e dei bambini frequentanti l’Istituto Comprensivo Don Milani nei vari plessi) – Per questo spazio si ringrazia il Comitato Genitori del Secondo Circolo e la sua presidente Stefania Luciani
domenica 31 gennaio, ore 17.00 – Residenza privata (confermare la presenza via mail a: clioassociazione@gmail.com)
domenica 7 febbraio, dalle ore 17 alle 19 e mercoledì 10 febbraio, dalle ore 18 alle 20– Enjoy Sport , via Buonarroti 44

Il flash mob è organizzato in collaborazione con: ASD Ginnastica Cernuschese, Gruppo UDI ‘Donnedioggi’- Cernusco e Martesana, Comitato Genitori Secondo Circolo, In Martesana, Enjoy Sport e Associazione Domnia (Cinisello).
Le associazioni e le realtà che volessero prendere parte a questa iniziativa possono contattare l’associazione. Più siamo, più il nostro ballo contro la violenza avrà valore.

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One Billion Rising a Cernusco – 13 febbraio

 

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Sabato 13 febbraio 2016 , per la prima volta fa tappa a Cernusco, il flash mob One Billion Rising (OBR), l’evento che coinvolge le donne di tutto il mondo contro la violenza, giunto alla sua quarta edizione.
Promotrici e organizzatrici dell’evento sono le socie fondatrici dell’associazione C.L.I.O – Cultura, Libri, Idee, Opportunità.
Tutte le donne sono invitate a ballare, sabato 13 febbraio, in piazza Gavazzi, ore 11.00, su una coreografia ispirata a quella ufficiale del One Billion Rising, insieme a istruttrici e allieve dell’A.S.D. Ginnastica Cernuschese. Tutte le associazioni sono invitate a partecipare.
Prima di ballare insieme, ascolteremo la testimonianza di Roberta Quintavalle, socia fondatrice di C.L.I.O, che racconterà la sua esperienza di vittima di stalking. La sua forza nell’affrontare questo difficile momento della sua vita potrà essere di esempio per altre donne che stanno vivendo situazioni analoghe.
Nei prossimi giorni sarà disponibile un video, realizzato dalla Ginnastica Cernuschese, per imparare la coreografia. Le socie di C.L.I.O sono disponibili a organizzare gruppi di persone per provare insieme la coreografia.
Le persone interessate possono chiedere ulteriori informazioni a clioassociazione@gmail.com

 

One Billion Rising (short film)

Il video di Break the chain

Le parole di Break the chain